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- Provincia dell'Aquila
- Comune di Castel del Monte - Castel del Monte, Provincia dell'Aquila
Comune di Castel del Monte - Castel del Monte, Provincia dell'Aquila
Indirizzo: Via del Municipio, 5, 67023 Castel del Monte AQ, Italia.
Telefono: 0862938137.
Sito web: comune.casteldelmonte.aq.it
Specialità: Municipio.
Altri dati di interesse: Ingresso accessibile in sedia a rotelle, Parcheggio accessibile in sedia a rotelle, Toilette.
Opinioni: Questa azienda ha 38 recensioni su Google My Business.
Media delle opinioni: 4.6/5.
📌 Posizione di Comune di Castel del Monte
Comune di Castel del Monte
L'ente locale di riferimento per la città di Castel del Monte, situata nella provincia di L'Aquila, è la sua communità locale. Il comune è uno dei 38 comuni della provincia di L'Aquila.
Indirizzo e contatti
Indirizzo: Via del Municipio, 5, 67023 Castel del Monte AQ, Italia.
Telefono: 0862938137.
Punto di contatto: Sito web: www.comune.casteldelmonte.aq.it.
Caratteristiche
Questo comune ha 38 recensioni su Google My Business.
La media delle opinioni è di 4.6/5.
Altri dati di interesse:
- Ingresso accessibile in sedia a rotelle
- Parcheggio accessibile in sedia a rotelle
- Toilette
👍 Recensioni di Comune di Castel del Monte
Angelo C.
Il tempo a disposizione per visitare Castel del Monte è stato breve, ma sufficiente a lasciarmi un ricordo positivo del luogo. Il cuore antico — come raccontato da un anziano del posto — è il "Ricetto", una struttura fortificata con torri, sottopassi coperti e case-torri che un tempo offrivano rifugio ai pastori in fuga dalle incursioni barbariche. Le stradine si snodano in percorsi concentrici, seguendo la pendenza del colle, creando un vero e proprio labirinto di pietra e memoria. Ogni 17 e 18 agosto — un vero peccato, visto che ci sono andato appena un paio di giorni dopo con i miei compagni di escursione — Castel del Monte si trasforma in un palcoscenico diffuso per la rievocazione di un antico rito popolare, come mi ha raccontato un anziano del luogo, in dialetto italianizzato, con voce quieta e occhi pieni di ricordi: "Ru rite de re sette sporte", una pratica che fino agli anni ’50 veniva compiuta per liberare i bambini malati dal maleficio delle streghe.
Le donne del paese — la madre, la comare di battesimo e alcune vicine — vegliavano il piccolo per nove notti. Poi, in piena notte e in assoluto silenzio, attraversavano il borgo passando sotto sette sporte (archi delle case). Giunte a un crocevia, battevano i panni del bambino e li bruciavano, per scacciare il male. Dal 1996, questo rito è diventato una rappresentazione teatrale itinerante, che si snoda tra le viuzze e le piazze del borgo. Gli spettatori vengono guidati lungo un percorso immersivo, dove ogni angolo — come quello delle mie foto — diventa scena, soglia, racconto. Castel del Monte non si mostra: si lascia scoprire, come un racconto che vive tra le pieghe della pietra e il respiro della gente. Un borgo che non si attraversa soltanto con i passi, ma con la memoria.
Roberto C.
Un borgo con tante potenzialità, che sta lottando per venir fuori da una situazione difficile. Oltre le impalcature si vedono anche alcune gru e quelle fanno ben sperare. Dove i lavori sono stati terminati, si nota un recupero davvero buono. Mette tristezza vedere le campane della chiesa abbandonate sopra un cumulo di macerie e sassi sotto le mura. Quelle andrebbero per lo meno spostate. Identifichiamo questo luogo come l'inizio "ufficiale" di quella stupenda strada che attraversa il pian grande del Gran Sasso... una meraviglia.
Roberto S.
Le testimonianze più antiche attestanti la presenza di un primitivo insediamento di origine vestina si trovano sul Colle della Battaglia, a sud dell'abitato, dove sono ancora ben visibili le tracce di tre fossati circolari e concentrici e di altrettante cerchia di mura che proteggevano un villaggio di cui sono stati rintracciati i resti di una grande porta d'accesso ed una piccola pusterla. Distrutto nel 324 a.c. durante la conquista ad opera del Console Bruto Decio Sceva che sottomise i vestini, come riporta Tito Livio nell'VIII libro sulla storia di Roma, venne costruito un nuovo abitato nella sottostante piana di S. Marco dove ancor oggi si scorgono i resti di un piccolo villaggio altomedievale e di una vetusta chiesa dedicata a S. Marco, ricca di epigrafi romane e di elementi architettonici romani e medievali, sede di una badia fino al 1619. Del pagus romano non si conosce il vero nome, ma gli storiografi del paese, a partire dal XIX secolo lo indicano con il nome di "Città delle Tre Corone", chiaro il riferimento ai tre fossati circolari e concentrici presenti sul colle della Battaglia.
Durante l'invasione longobarda, come molti abitati pianeggianti delle zone limitrofe, anche la "Città delle Tre Corone" venne abbandonata, o forse fu distrutta (non si hanno notizie precise in merito), in ogni caso gli abitanti decisero di incastellarsi edificando, su un impervio colle a nord dell'antico insediamento una rocca o borgo fortificato che dir si voglia denominata Ricetto ovvero ricettacolo di genti fuggiasche, che è la parte più antica di Castel del Monte. Alcuni degli antichi abitanti della "Città delle Tre Corone" non vollero lasciare la piana di S. Marco e fondarono, nei pressi della chiesa il villaggio di Marcianisci, dove tuttavia ebbero una vita alquanto grama e che abbandonarono comunque dopo qualche secolo.
Politicamente, nell'alto medioevo Castel del Monte, come altri territori circostanti, fu soggetto ai monaci Volturnensi, che facevano capo alla grande abazia benedettina di S. Pietro ad Oratorium, nella piana di Capestrano, passò quindi ai conti di Celano, agli Acquaviva di Atri, ai Piccolomini di Siena, per un brevissimo periodo ad Alessandro Sforza, ad Ottavio Cattaneo dal 1569 ed infine, nel 1579, ai Medici di Toscana. Il paese il cui nome compare per la prima volta in una bolla pontificia di e testimonianze più antiche attestanti la presenza di un primitivo insediamento di origine vestina si trovano sul Colle della Battaglia, a sud dell'abitato, dove sono ancora ben visibili le tracce di tre fossati circolari e concentrici e di altrettante cerchia di mura che proteggevano un villaggio di cui sono stati rintracciati i resti di una grande porta d'accesso ed una piccola pusterla. Distrutto nel 324 a.c. durante la conquista ad opera del Console Bruto Decio Sceva che sottomise i vestini, come riporta Tito Livio nell'VIII libro sulla storia di Roma, venne costruito un nuovo abitato nella sottostante piana di S. Marco dove ancor oggi si scorgono i resti di un piccolo villaggio altomedievale e di una vetusta chiesa dedicata a S. Marco, ricca di epigrafi romane e di elementi architettonici romani e medievali, sede di una badia fino al 1619. Del pagus romano non si conosce il vero nome, ma gli storiografi del paese, a partire dal XIX secolo lo indicano con il nome di "Città delle Tre Corone", chiaro il riferimento ai tre fossati circolari e concentrici presenti sul colle della Battaglia.
Durante l'invasione longobarda, come molti abitati pianeggianti delle zone limitrofe, anche la "Città delle Tre Corone" venne abbandonata, o forse fu distrutta (non si hanno notizie precise in merito), in ogni caso gli abitanti decisero di incastellarsi edificando, su un impervio colle a nord dell'antico insediamento una rocca o borgo fortificato che dir si voglia denominata Ricetto ovvero ricettacolo di genti fuggiasche, che è la parte più antica di Castel del Monte. Alcuni degli antichi abitanti della "Città delle Tre Corone" non vollero lasciare la piana di S. Marco e fondarono, nei pressi della chiesa il villaggio di Marcianisci.
Danila V.
Piccolo borgo da cui è facilmente raggiungibile sia la piana di campo imperatore sia la magnifica rocca di calascio, lascia affascinato ogni volta chi ci si reca. Suggestivo il centro storico soprattutto se lo si visita in estate in occasione della "notte delle streghe" che purtroppo quest'anno non si è svolta nel rispetto delle normative covid-19. Da visitare assolutamente!
Luigi G.
Stelle assegnate per il riconoscimento di uno dei più bei borghi d'Italia. Non lo sapevo e l'ho appreso passando dalla strada che collega Calascio a Isola del Gran Sasso. Sarà da me visitato appena possibile, per aggiungere le mie personali note.
Alessandro P.
Cosa dire sono di parte,e il comune dove risiedo stabilmente. Castel del monte uno dei borghi più belli d'Italia 1346 metri Slm.Borgo da visitare con calma perché ne vale davvero la pena. Borgo incantevole e bellissimo da visitare possibilmente con una guida del posto per apprezzare a fondo la storia e la cultura.
Riccardo M.
"Uno dei borghi più belli d'Italia". Io me lo immaginavo un po' meglio. Sarò io, ma tanta differenza tra i borghi non la trovo.
Antonio V.
Il Borgo di Castel del Monte sorge a 1345 metri di quota, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, nel cuore dei territori più autentici della regione Abruzzo. Dalla sua posizione privilegiata si affaccia sulla splendida Valle del Tirino ed accoglie ad oggi poco meno di 500 abitanti. Parte della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, il borgo è stato inserito a pieno diritto nell'albo de (I Borghi più belli d’Italia). Le origini di Castel del Monte sono antichissime, con ritrovamenti archeologici che testimoniano la presenza umana nella zona fin dal XI secolo a.C., e da allora le vicende di questo gioiello abruzzese hanno attraversato i secoli fino ad offrire oggi ai visitatori un nucleo medievale perfettamente conservato nelle architetture e nelle atmosfere. Oltre ai cenni storici, bisogna dire che Castel del Monte è un bellissimo borgo, pulito, ben organizzato e con la gente del luogo molto accogliente e disponibile. Ottimo il cibo ed i prodotti locali.